sabato 22 maggio 2010

La parola a Rita Pani




La rivoluzione è partecipazione
- di Rita Pani -


Alla fine troveranno il modo, e sarà quello più rapido, consono e conveniente: per il tizio. Il modo per fare cosa? “ … la qualunque”. D’altronde da più di due anni viviamo sotto un regime strenuamente impegnato a risolvere le ultime questioni inerenti l’impunità del capo banda del consiglio, senza nemmeno una reale urgenza, dal momento – è bene ricordarlo – che pure se si arrivasse ad una condanna, data l’età avanzata e i tempi biblici della giustizia italiana, mai farebbe nemmeno un’ora di galera. È triste, ma si può dire che tutto questo immobilismo, la caduta dal precipizio subita dall’Italia e dalle nostre vite, siano dovute al tentativo di conservare la presunta verginità del più losco individuo che la politica italiana, ha avuto negli ultimi 150 anni.

Il decreto sulle intercettazioni, sarà riscritto per l’ultima volta e avrà un finale horror: potrà essere intercettato chiunque non abbia a che fare, in modo diretto, con gli affari del padrino del consiglio, o che si accinga a compiere o abbia compiuto un reato qualunque, ma non in complicità o su mandato dello stesso. In nome dell’urgenza l’italiota si riterrà soddisfatto. Di solito, infatti, in questi frangenti possiamo avere la fortuna di sentire dichiarazioni “italiotiche” del tipo: “ signora mia, in qualche modo si doveva pur risolvere la questione … e allora meglio così che non far nulla.”

Far nulla. Ecco mi viene in mente la crisi economica, per esempio. All’inizio era solo una leggera depressione, ora che è diventata follia psicotica, bisogna correre ai ripari. Il paziente è grave, è pure in pericolo di vita, ma si sa che in questi casi non si deve perdere la speranza. È chiaro che aggiungere del Tavor al Prozac non è sufficiente; e allora vai col litio. Niente nuove tasse, meno soldi ai ricchi, non si toccano le pensioni, non si mettono le mani in tasca agli italiani. Un bel condono edilizio, oltre che i soliti tagli alla sanità e agli enti locali. E quando si dice il caso … il tizio palazzinaro del consiglio, pensa di aggiungere un altro po’ di bungalow abusivi nella sua villa abusiva in Sardegna.

A proposito, sono in Sardegna. Fervono i preparativi per le prossime inutili elezioni provinciali, e proprio ieri notte ho visto una cosa che in Umbria non vedevo più da tempo: gli operai che asfaltano le strade durante la notte, sotto l’occhio vigile di quattro pattuglie di vigili urbani in servizio straordinario notturno. Litio. Immagino la sorpresa di chi questa mattina calda di sole, si sarà ritrovato a percorrere la strada verso il mare, scivolando sereno e senza i sobbalzi provocati dalle buche e dalle voragini. Di contro, immagino anche le bestemmie di tutti coloro che a breve riceveranno le multe per eccesso di velocità, rilevate dagli autovelox che ormai spuntano più in fretta e più rigogliosi dei funghi. (meno tasse) Ma in qualche modo, quell’asfalto, dovrà anche essere pagato, così come lo straordinario lavoro dei vigili.

Nel frattempo noi ci siamo accorti che c’è un problema di limitazione della libertà di stampa, e per fortuna non ci stiamo. Ho visto tanta bella gente partecipare alla rivolta del post it che tappa la bocca. Ho visto tante belle faccette sorridenti nelle gallerie fotografiche dei giornali on line, faccette buffe, simpatiche, ammiccanti, truccate, seducenti …

Una volta una persona mi scrisse che non comprendeva tutto il mio imperituro amore per Che Guevara. Mi disse che oltre tutto era pure un uomo sporco e che puzzava perché non si lavava mai. Oggi ho ricevuto una mail, con la quale una ragazza mi inviava il link della sua foto su Repubblica, rivendicando orgogliosamente la sua partecipazione alla rivolta. E sì, aveva l’aria di aver fatto almeno una doccia prima di apparire sul giornale.

La rivoluzione credo possa attendere ancora, quindi mi perdonerete se io – già che ci sono – me ne andrò al mare. Magari mi porto un post it, perché la rivoluzione, in fondo, è partecipazione.

Rita Pani (APOLIDE)


http://r-esistenza-settimanale.blogspot.com/2010/05/la-rivoluzione-e-partecipazione.html

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